SALDO E STRALCIO DEBITI

ALCUNE NOVITÀ DAL 2019

 

Abbiamo già affrontato questo tema e abbiamo pensato che potesse essere utile aggiornarti con le ultime novità.

In questo podcast parliamo di una via d’uscita alla crisi per il piccolo imprenditore, per il libero professionista e anche per chi ha avviato una start up innovativa e le cose non gli sono andate come sperava

Poi parliamo anche di una novità interessante per salvare la propria casa dal pignoramento quando non si riesce più a pagare il mutuo

 

  1. Una piccola modifica
  2. Una via d’uscita per i piccoli
  3. Il fondo salva casa

 

1 Una piccola modifica

Se ti ricordi ti avevo raccontato nel precedente podcast come uscire dal sovraindebitamento.

 Ora, immagina una persona, chiamiamola Piero che può essere un tuo amico, può essere un tuo parente, può essere il tuo vicino di casa.

Nell’arco di 5 o 6 anni Piero ottiene degli scatti di carriera e quindi ha più soldi a disposizione.

Così inizia a togliersi qualche sfizio: si compra la macchina nuova, si compra l’Iphone per i figli, l’arredamento rinnovato, la tv nuova, magari anche qualche viaggetto, che so, va negli Stati Uniti con tutta la famiglia? Per pagarlo fa un piccolo prestito.

Ogni cosa ha il suo prezzo. Negli ultimi 20 anni questo prezzo si può pagare in comode rate con tan e taeg ben specificati e con prima rata tra sei mesi.

Ora, il nostro Piero di sei mesi in sei mesi capisce che tutte queste rate, nonostante la chiarezza iniziale, lo stavano un po’ intrappolando.

Vedi, in una situazione del genere, finché tutto va bene non ci sono problemi sostanzialmente.

Ma se qualcosa va storto?

Cioè poniamo per ipotesi che l’azienda dove lavora Piero stia affrontando un momento difficile. Lui non ha nessuna colpa, però si trova in cassa integrazione.

All’inizio pensa “Vabbè sarà una cosa passeggera”. Poi inizia a mandare dei curricula perché sente che le cose non stanno proprio andando benissimo. E a forza di mandare dei curricula e a fare dei colloqui inizia a rendersi conto che la posizione che ha nella precedente azienda non riuscirà a ottenerla di nuovo. Quindi deve retrocedere.

 

Non è colpa sua però si trova in questa situazione. Ora quelle rate che si rincorrono tra i rid del suo conto corrente improvvisamente diventano davvero troppe.

 

E adesso se tu ci metti dentro, anche che, che ne so, uno dei figli deve andare dal dentista o magari gli si rompe la lavatrice.

Ecco, nel podcast precedente ti racconto come uscire da una situazione del genere.

 

La novità in questo campo è più una novità da addetti ai lavori perché è sul come si deve procedere.

Però è interessante da sapere perché la domanda per uscire dalla situazione di sovraindebitamento può essere presentata anche da soli, cioè senza avvocato.

C’è un passaggio in meno in pratica: oggi si va direttamente dall’organismo di composizione della crisi (per sapere chi è, che cosa fa e che cos’è ti consiglio di ascoltare il precedente podcast sul saldo e stralcio).

A Bologna, oggi, ne esistono 2 di organismi di composizione della crisi: uno presso l’Ordine degli Avvocati e uno presso l’Ordine dei Commercialisti.

Il resto è rimasto tutto uguale

Come sempre noi sconsigliamo di approcciarsi a situazioni di questo genere senza l’avvocato. Questo anche se la legge lo permette ovviamente. E non è per, diciamo, fare una sviolinata alla nostra categoria, ma perché approcciarsi a una materia come questa senza qualcuno che la conosce bene alle spalle, è molto rischioso. Invece, andare con qualcuno che conosce il campo da gioco rende le cose più semplici, ci fa stare più tranquilli.

È un po’ come volersi occupare da soli della propria fiscalità, cioè si può fare però con un commercialista sei più sereno.

Il resto invece della norma è rimasto tutto uguale e quini possiamo passare al prossimo argomento

 

2 Una via d’uscita per i piccoli

C’è una storia che finisce per diventare molto ricorrente perché accomuna tutti coloro che con le proprie risorse mandano avanti una piccola impresa, un negozio, un locale o magari si sono iscritti ad un albo e hanno aperto un piccolo studio professionale.

È una storia che accomuna tutti quelli che hanno creduto in un progetto e hanno lanciato una start up innovativa o quelli che hanno avviato una piccola impresa agricola.

 

Te ne racconto una di queste storie: hai presente quando decidi di ristrutturare casa e ti rivolgi all’impresina che ha già fatto i lavori ai tuoi genitori o a un tuo parente o a un tuo amico?

Ecco questa impresina oltre al tuo bagno ha una serie di altri lavori sia piccoli sia un po’ più grandicelli con altri clienti. Ovviamente parliamo sempre di lavori di ristrutturazione interna. Quindi, non parliamo di costruzione di palazzi o di rifacimento di facciate.

Chi ti fa la ristrutturazione ha una serie di costi importanti per i materiali, per chi lo va ad aiutare, per le tasse per la previdenza per la benzina del furgone o per il noleggio del furgone.

Mettiamo che gli affari in un dato momento non vadano benissimo, ci sono delle spese che il nostro piccolo imprenditore deve sostenere comunque sia che incassi sia che non incassi. Mettiamo che un paio di grossi clienti non stiano pagando…

Ok, tutti abbiamo i nostri problemi, ma ti sei mai fermato a pensare a quale catena di disastri si crea quando qualcuno non paga un proprio debito? A ruota si creano una serie di situazioni di debiti non pagati che mettono in difficoltà altrettante persone, fino ad arrivare al nostro piccolo imprenditore.

 

Ora, il nostro piccolo imprenditore non si perde d’animo però decide di fare una cosa che lo espone a un rischio enorme però in quel momento vede che questa è l’unica strada per uscirne.

Usa l’acconto di un cliente per acquistare i materiali che gli servono per finire un altro cantiere. In questo cantiere lo pagheranno abbastanza per appianare il buco con il primo cliente e guadagnarci qualcosa.

Questo è il piano e sembra che tutto debba andare bene

Ora, però, immagina che il cliente del secondo cantiere non riesca a pagare, perché magari si tratta proprio di Piero della storia precedente che ha appena cambiato lavoro, ha un sacco di rate che gli prosciugano il conto e in realtà sperava proprio che il cantiere finisse il più tardi possibile.

 

Ora il nostro imprenditore si trova in un vicolo cieco: come spiego al cliente 1 dove sono finiti i suoi soldi?

 

Facciamo un passo indietro, il nostro imprenditore si trova in difficoltà e sta per pensare di usare l’acconto del cantiere 1 per terminare il cantiere 2.

Per fortuna un amico l’ha invitato a visitare il sito Lexeducation.it o a seguire la pagina instagram @lexeducation.it oppure la pagina facebook LexeducationPodcast

Così il nostro piccolo imprenditore ha scoperto ascoltandoci che esisterà tra poco, precisamente a ferragosto 2020, una novità pensata proprio per lui: il concordato minore

Che cos’è?

Allora intanto diciamo per chi è?

È per tutti i professionisti, per tutti i piccoli imprenditori, per gli imprenditori agricoli e per le start up innovative.

Serve per risolvere le situazioni di crisi e proseguire l’attività lavorativa

Ancora non è una situazione praticabile perché diventerà una legge in vigore solo in agosto, ma intanto posso raccontarti quali saranno le caratteristiche che gli addetti ai lavori stanno estrapolando dal testo della legge (perché come sai i testi delle leggi non sono mai chiari e cristallini, ma permettono sempre decine di interpretazioni e di elucubrazioni)

Per adesso noi ti diciamo quelle che sono le attuali tendenze interpretative:

 

Allora, che cos’è il concordato minore?

È una proposta che il nostro piccolo imprenditore fa ai propri creditori per uscire dallo stato di crisi e andare avanti con l’attività.

Ad esempio se riesco ridurre la pressione fiscale riesco ad avere le risorse per finire il cantiere numero 2 senza usare l’acconto del cantiere numero 1.

Così salvo la reputazione con entrambi i clienti che mi faranno una buona pubblicità, che mi porteranno altri clienti, altro lavoro e quindi ricomincerò, alla grande.

 

Caratteristica fondamentale di questo concordato minore, secondo le attuali interpretazioni come sempre, è che la proposta può essere presentata quando c’è l’intervento di risorse esterne che fanno da garanzia per il proseguimento dell’attività e per il pagamento dei creditori.

Queste risorse devono permettere al nostro imprenditore di fare una proposta ai propri creditori che sia migliore di quella che potrebbe fare in caso di liquidazione dell’attività.

 

In pratica l’obiettivo della legge è dare la possibilità al professionista o al piccolo imprenditore di superare un momento di difficoltà, ripulendosi dai debiti che altrimenti non riuscirebbe a pagare e quindi in questo modo gli permette di ripartire.

Molte piccole imprese e molti professionisti hanno un grandissimo potenziale ma per mille motivi si trovano in difficoltà economica. Farli saltare per aria è la scelta più stupida perché, come abbiamo visto nel caso di Piero, la catena del disastro è lunghissima e poi colpisce tantissima gente.

 

Cioè è come rottamare una macchina con 10 mila chilometri solo perché non si vuol fare il pieno di benzina

 

Tornando al nostro piccolo imprenditore: i suoi creditori con il concordato minore ovviamente non otterranno tutti i soldi però otterranno più di quello che potrebbero avere se l’attività venisse chiusa  e poi liquidata.

Per fare questa proposta quindi, allo stato attuale dell’interpretazione, sembra essenziale la partecipazione di qualcuno di esterno, come un familiare, un parente disposto a garantire per l’imprenditore in difficoltà con beni propri oppure a finanziarlo.

 

Anche in questa procedura si coinvolge quell’Organismo di composizione della crisi che praticamente fa una valutazione della domanda in termini di fattibilità e costi e poi passa la palla al Tribunale che apre la fase in cui i creditori devono dare il proprio consenso.

La proposta passa con il consenso della maggioranza dei creditori.

 

Attenzione però: come nel caso delle altre procedure, quelle di esdebitamento, in caso di insuccesso e di mancato rispetto del concordato si apre la procedura di liquidazione.

 

  1. Il fondo salva casa

 Sicuramente hai già sentito questa frase. Quello che dice: “quando compri la casa questa non è veramente tua ma è della banca”.

 

Dal punto di vista della legge italiana questa affermazione non è vera, nel senso che quando compri casa questa è intestata a te. Nel rogito c’è il tuo nome, quindi è a tutti gli effetti tua.

Però, se non sei veramente molto benestante, è probabile che la casa tu te la sia comprata facendo il mutuo e la banca ti ha chiesto delle garanzie. Tra queste  garanzie c’è la stessa casa che tu hai comprato.

Quindi, è vero, loro ti danno i soldi ma se poi non li paghi ti venderanno la casa e rientreranno dei soldi.

Ecco perché si dice che la casa non è tua finché non hai finito di pagare il mutuo.

 

Allora, perché parliamo di questo fondo salva casa?

Recuperiamo la storia del povero Piero.

Immagina che Piero non abbia fatto tutte quelle rate perché con l’aumento di stipendio, invece, aveva deciso di comprare casa.

Con Piera, sua moglie, aveva girato e girato la città visitando case su case fino a quando avevano trovato la casa apposta per loro e per i propri figli.

Diciamo che hanno trattato un po’ sul prezzo e siccome hanno entrambi un contratto a tempo indeterminato la banca gli ha concesso il mutuo sul 70 % del prezzo d’acquisto.

A loro sta bene perché il resto lo pagano con un po’ di risparmi e con l’aiuto delle famiglie.

Adesso ricordiamoci che l’azienda di Piero è entrata in crisi e che lui ha accettato un lavoro in una diversa azienda con una retrocessione di posizione e di stipendio.

 

Quindi abbiamo i primi due elementi di accesso al fondo salva casa:

  • Piero è un consumatore. Quindi la casa è quella di abitazione non ha comprato casa come investimento per farci un Bed & Breakfast o per fare della speculazione.
  • Altra caratteristica, altro elemento: il creditore è rappresentato dalla banca, quindi il credito è il mutuo garantito da una ipoteca sulla casa

E adesso vediamo come si verifica la condizione di attivazione:

La banca abbiamo detto ha l’ipoteca sulla casa.

Piero e Piera non riescono più a pagare il mutuo e allora la banca li porta in Tribunale e la casa finisce all’asta.

Questa legge dà la possibilità a Piero e a Piera di non perdere la casa. Come fanno? Con due opzioni:

  • Possono rinegoziare il mutuo
  • O chiedere un nuovo finanziamento

Ora ti starai domandando: ma chi è che può accordare una rinegoziazione o addirittura un nuovo finanziamento a due persone che non riescono a pagare il mutuo e hanno la casa all’asta?

 

Allora, pensa, esistono delle società che acquistano crediti di persone in difficoltà … anche di aziende, diciamo, prendiamo quelle che acquistano i crediti delle persone in difficoltà e poi speculano sulla differenza tra il prezzo pagato e il realizzo.

In pratica: compro un credito che vale 100, lo pago 50, se dal debitore riesco a ottenere 70. Ecco quel 20 sono il mio guadagno.

Questa nuova legge introduce in questo mercato speculativo, delle società – che sono sostanzialmente delle banche – che alla speculazione devono affiancare una finalità sociale.

Queste società si comprano il mutuo di Piero a un prezzo più basso (la legge parla di non meno del 75% del valore stimato dal perito prima dell’asta o della base della successiva asta, quindi diciamo: una casa vale 100, va all’asta per 80 la società se la compra a 60)

Con quei 60 paga la banca mutuante che quindi rinuncia al residuo debito liberando completamente Piero.

Qual è la finalità sociale?

In una situazione normale, senza questa legge, Piero e Piera avrebbero dovuto abbandonare la casa. Invece con il decreto salva casa, con il fondo salva casa possono viverci dentro pagando una a specie di affitto e avranno poi diritto di abitare nella casa per altri 5 anni.

Piero e Piera possono ricomprarsi la casa a un prezzo che è molto vicino al prezzo di acquisto da parte della società. Cioè quel 60.

Ma perché, ci si domanda, una banca dovrebbe decidere di unire alla speculazione anche finalità di tipo sociale? Le conviene?

Ecco, la legge prevede che il Fondo di Garanzia per la prima casa, ce era stato creato nel 2013, garantisca il 50% dell’importo di questa operazione.

Quindi la banca acquista, la società diciamo, acquista l’immobile pagando molto meno del prezzo di mercato e ottenendo anche una garanzia del 50% di quel molto meno

La legge poi prevede della altre condizioni che devono essere soddisfatte per accedere a questo fondo:

  • Allora se hai ascoltato il podcast sul saldo e stralcio sai che cos’è l’esdebitazione. Altrimenti ti consiglio di ascoltarlo. Piero e Piera non devono avere in corso una procedura di esdebitazione per poter accedere al fondo salva casa
  • Poi non devono avere altri creditori che vantano diritti in quell’asta perché altrimenti devono pagarli a parte
  • Poi devono aver pagato almeno il 10% del capitale prima di ritrovarsi la casa all’asta
  • E il mutuo nel suo complesso non deve essere superiore a 250.000 euro

Questa legge poi ha una finestra temporale.

Quando la casa finisce all’asta viene prima pignorata dalla banca

Il pignoramento è un atto formale che viene comunicato a Piero con la notifica. Notifica significa che questo atto viene portato a conoscenza di Piero o di persona da un ufficiale giudiziario che gli consegnerà una copia a una determinata data e una determinata ora oppure con una raccomandata in una busta verde.

 

Per attivare il fondo salva casa questo pignoramento deve essere stato notificato tra il 1° gennaio 2010 e il 30 giugno 2019.

Altro termine da rispettare assolutamente: la domanda di accesso a questo fondo va fatta entro il 31 dicembre 2021.

 

Dopodichè poniamo che l’operazione vada in porto si obbligano a pagare il nuovo finanziamento in un massimo 30 anni e comunque non dopo i proprio 80 anni di età.

Una novità molto interessante che un po’ è in linea con quello che abbiamo detto prima è la possibilità di intervento del familiare: se Piero e Piera non possono ottenere questo rifinanziamento può intervenire un parente fino al terzo grado quindi genitori, fratelli o sorelle, nonni, zii che diventano i debitori nei confronti della società che compra il mutuo.

 

Ecco anche questo podcast è terminato

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Questo podcast è stato registrato con la mia voce, io mi chiamo Emanuele Mansuelli edi professione sono avvocato. Dietro alla mia voce c’è il lavoro di altri colleghi che studiano e si documentano per fornirti un’informazione accurata e in modo semplice.

L’approfondimento di oggi è stato curato dall’Avvocato Ferdinando Mansuelli

Grazie per averci ascoltato.

 

Credit: credit for music: https://www.purple-planet.com dreamcatcher