SALDO E STRALCIO DEBITI

OVVERO

COME LIBERARSI DA UNA SITUAZIONE DI SOVRAINDEBITAMENTO

  1. La soluzione al sovraindebitamento esiste
  2. l’accordo di ristrutturazione dei debiti
  3. il piano del consumatore
  4. la liquidazione del patrimonio
  5. L’iter da seguire
  6. SALVA LA CASA DAL PIGNORAMENTO!!

In questo podcast affrontiamo il tema del sovraindebitamento, le soluzioni disponibili che comprendono la possibilità di bloccare il pignoramento di case, terreni, auto, conti correnti eccetera, oltre che sospendere il correre degli interessi … buon ascolto!

  1. LA SOLUZIONE AL SOVRAINDEBITAMENTO ESISTE

È stata definita legge anti suicidi perché è nata per offrire una via d’uscita a chi si trova sommerso dai debiti e vuole salvare la propria serenità e perché no, anche un pezzo del suo patrimonio.

Anti-suicidi ricorda purtroppo quelle persone che, prima della legge o senza conoscerne l’esistenza si sono tolte la vita per i troppi debiti.

Può accadere nella vita di chiunque di trovarsi ad avere troppi debiti: troppe rate di troppi prestiti o di troppi beni comprati con quel famoso adagio “compri oggi paghi fra sei mesi”. Il problema è che poi i sei mesi passano e magari ci si è messa in mezzo una crisi economica, una perdita del lavoro o una contrazione degli incassi ed ecco il pasticcio che è bello e fatto: non riesci più a pagare le rate.

Ma c’è una soluzione, si chiama: procedura di esdebitazione.

È stata introdotta con una legge, precisamente la numero 3 del 2012 e ha come obiettivo quello di trovare una soluzione per le situazioni di sovraindebitamento che coinvolgono soggetti che non possono accedere alle procedure concorsuali (cioè, in pratica, quelli che non possono dichiarare il fallimento). Di chi stiamo parlando?

  • I liberi professionisti: avvocati, commercialisti, ingegneri, architetti eccetera eccetera … medici eccetera eccetera
  • I privati consumatori, quindi tutti noi
  • E i piccoli imprenditori, quindi quelli che non sono soggetti al fallimento

E’ importante sottolineare come tra i debiti estinguibili rientrino anche quelli di natura fiscale quindi, mi raccomando, è una cosa da tenere bene in considerazione.

Quindi questa procedura può essere attivata da un grande numero di persone, praticamente da tutti. Tranne che in due situazioni:

  • Se sei assoggettato alle procedure di cui alla legge fallimentare
  • E se il sovraindebitamento è per tua colpa. Quindi persone che hanno comprato una Ferrari senza potersela evidentemente permettere a meno di non vivere dentro la Ferrari stessa

Ma al di fuori di queste situazioni tutti possono accedere

La legge prevede tre diversi rimedi, diversi tra di loro, che vedremo uno per uno. Il primo è l’accordo di ristrutturazione dei debiti, il secondo è il piano del consumatore. Tra i due c’è una differenza fondamentale che sta nella natura professionale o privata dei debiti contratti. La terza strada, il terzo rimedio è la liquidazione del patrimonio del debitore che è un vero e proprio piccolo fallimento… in termini procedurali ovviamente

  1. l’accordo di ristrutturazione dei debiti

L’accordo di ristrutturazione dei debiti ti dà la possibilità di rivolgerti al Tribunale, proponendo un accordo di rateizzazione e di riduzione del debito complessivo ed è lo strumento riservato agli artigiani ed ai professionisti per i debiti che incolpevolmente hanno accumulato nell’esercizio della propria attività.

La Corte di Cassazione è orientata a non riconoscere una dilazione superiore a cinque anni, a meno che non si tratti di debiti che provengono da rapporti per loro natura molto lunghi, come i mutui per la casa o per la propria l’attività, ad esempio un mutuo per l’acquisto del negozio o di una licenza.

È poi il Giudice che, una volta valutata la richiesta, decide se approvare o non approvare quello che è stato proposto. È importante da sapere che per l’approvazione del piano è necessario il consenso di un numero di creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti.

Se manca l’assenso dei creditori purtroppo la richiesta verrà respinta. Per questo è importante, anche se non è obbligatorio, rivolgersi a dei professionisti avvocati e commercialisti che possano guidarti nella preparazione della proposta e nella negoziazione con i creditori. Questo aumenta considerevolmente le chanches della tua proposta, anche solo per il solo fatto che non sei tu a dover gestire tutto in prima persona, venga accettata. Quindi godrai del necessario distacco e del supporto di professionisti capaci e preparati in materia.

  1. il piano del consumatore

Il secondo strumento che ti voglio raccontare si chiama: piano del consumatore ed è dedicato alle persone fisiche (cioè ai privati come me e come te), che si trovano in una situazione di squilibrio tra le obbligazioni contratte e il patrimonio liquidabile. In pratica è uno strumento pensato per le persone che si trovano nella situazione di non riuscire ad arrivare alla fine del mese e a non avere i fondi liquidi disponibili che chiudere le posizioni debitorie.

Per poter accedere al piano del consumatore il privato deve essere meritevole, cioè non aver contratto dei debiti in maniera sproporzionata rispetto alle potenzialità del suo patrimonio (in pratica non deve aver fatto degli acquisti inappropriati come auto di lusso o barche eccetera). Inoltre non deve trattarsi di debiti riferiti all’esercizio di un’attività professionale o imprenditoriale. Il caso tipico è la persona che ha fatto il mutuo per comprare la casa e poi ha perso il lavoro o ha subito gli effetti della crisi sui propri incassi.

La giurisprudenza considera sotto il cappello e sotto la definizione di consumatore anche la persona di famiglia che abbia garantito un parente imprenditore, purché sia estranea all’attività (ad esempio la moglie o il genitore che ha messo una firma in banca), o addirittura anche l’ex imprenditore che sia a posto con i debiti di lavoro.

Il privato in difficoltà può rivolgersi al Tribunale del luogo di residenza; in particolare presso la cancelleria della volontaria giurisdizione – che è il nome dell’ufficio presso il quale bisogna presentare questa domanda – e può presentare un piano per soddisfare i propri creditori, evidenziando

  • I beni che eventualmente possono essere ceduti
  • L’importo delle rate sostenibili in relazione alla sua condizione attuale
  • E l’importo totale a cui ritiene di poter fare fronte.

Il Giudice designerà un Organismo di Composizione della Crisi che è un organo appositamente creato per questi scopi e che attraverso una sua relazione darà un parere sulla fattibilità del piano e sull’esistenza delle condizioni previste dalla legge.

I creditori in questo caso non daranno un parere vincolante, ma potranno essere ascoltati e se lo ritengono potranno presentare delle contestazioni.

Quindi non è necessario il consenso dei creditori.

Se il piano del consumatore viene approvato dal Giudice, il cittadino ha la possibilità di sollevarsi dai propri debiti anche non soddisfacendoli per intero anzi riducendo l’ammontare complessivo in modo anche sostanziale. Però se il debitore poi non rispetta il piano approvato, scatterà automaticamente la procedura di liquidazione del patrimonio (che vediamo dopo).

C’è una cosa da considerare: in base alla normativa sui crediti privilegiati e a una Decisone della Corte Europea in materia di IVA, possiamo stabilire che oggi l’unico limite riconosciuto dai Giudici per lo stralcio delle posizioni debitorie è rappresentato dalla effettiva possibilità di soddisfazione del credito in sede esecutiva. Cosa significa questo groviglio di parole? Significa che per ottenere l’effetto di liberazione totale si deve offrire qualcosa in più di quanto il creditore non potrebbe comunque ottenere in sede di esecuzione forzata (ma con delle spese molto più elevate che poi finiscono a carico del patrimonio del debitore).

Quindi, non si pensi che sia possibile ottenere facilmente riduzioni drastiche dei propri debiti (anche se in effetti si riscontra in tanti casi concreti – addirittura ci sono casi di riduzioni fino al 97.5% del debito originario). Quindi ci sono delle grandi potenzialità però ogni ipotesi va valutata singolarmente e lo strumento di composizione della crisi non deve essere considerato come una scappatoia per pagare poco, ma è legato all’effettiva possibilità poi di adempiere anche se in misura ridotta. Questo non significa che questo non comporti un significativo sacrificio economico.

  1. la liquidazione del patrimonio

Con la procedura di liquidazione del patrimonio, terzo e ultimo strumento, il debitore mette a disposizione per la soddisfazione dei debiti, tutti i propri beni e tutti i propri crediti, liquidando di fatto il suo intero patrimonio.

Restano escluse solamente le risorse di reddito necessarie per mantenere la famiglia.

Attivando questa procedura, i debiti che non possono essere ripagati si estinguono, mentre nel caso dell’accordo di ristrutturazione e del piano del consumatore tutti vengono pagati in percentuale.

  1. L’iter da seguire

La procedura si articola in due fasi e coinvolge due organi del Tribunale:

  • L’ufficio della volontaria giurisdizione che è destinata alle procedure non contenziose come la nomina dell’amministratore di sostegno
  • E il Giudice fallimentare per l’omologazione.

Fase 1: In prima battuta l’interessato deve depositare presso la cancelleria della volontaria giurisdizione del Tribunale del luogo dove risiede la richiesta di nomina dell’organismo di composizione della crisi (cosiddetto OCC). Non è necessaria l’assistenza di un avvocato per questa fase, però è sempre meglio agire con il supporto di un professionista.

Con il termine cancelleria – che utilizzeremo probabilmente anche in altri podcast – si intende un ufficio fisicamente che è a supporto del giudice, una sorta di segreteria ma molto più specializzata e con compiti specifici.

Con il nominativo dell’organismo designato, il soggetto si rivolge all’OCC per illustrare la propria situazione debitoria ed ottenerne la validazione, cioè una relazione illustrativa.

Fase 2: La seconda fase prevede la presentazione di un ricorso che deve essere depositato, con l’assistenza necessaria di un legale questa volta, presso la cancelleria fallimentare sempre del Tribunale del luogo di residenza. Con questo ricorso si presenta la propria proposta, che è stata precedentemente validata dall’OCC attraverso la propria relazione e corredata da tutti i documenti necessari all’ottenimento del provvedimento del Giudice.

Il Giudice delegato fisserà poi un’udienza che verrà comunicata all’interessato e all’OCC alla quale entrambi i soggetti potranno partecipare.

All’esito dell’udienza e dell’esame della documentazione il Giudice decide e, in caso di omologazione (che in altre parole è un via libera) la persona dovrà mettere in esecuzione il programma presentato.

  1. SALVA LA CASA DAL PIGNORAMENTO!!

Nello stesso decreto con cui il Giudice apre la procedura e fissa l’udienza disporrà anche che non potranno essere avviate nuove azioni esecutive a carico del sovraindebitato ed imporrà la sospensione di tutti i procedimenti esecutivi pendenti (pignoramenti e altri simili) e questo fino al momento in cui il provvedimento di omologazione diverrà definitivo. Del pari saranno sospesi anche gli interessi sul debito.

Se hai dei dubbi o se ti trovi in una delle situazioni descritte nel podcast contattaci attraverso il sito www.lexeducation.it o attraverso le nostre pagine Instagram e Facebook.

Ti accompagneremo verso la soluzione migliore per te.

È arrivato il momento di salutarci per adesso. Ti ricordo che gli autori degli articoli che potrai ascoltare e leggere sul nostro sito (https://www.lexeducation.it/) non ricevono un compenso ma lo fanno, lo facciamo perché crediamo che tutti abbiano diritto di accesso alle informazioni rilevanti.

Ti chiediamo di aiutarci a diffondere la conoscenza e la curiosità. In che modo? Condividendo questo podcast sui tuoi social perché anche il tuo contributo è molto importante.

Questo podcast è stato registrato con la mia voce e io mi chiamo Emanuele Mansuelli e di professione sono avvocato. Dietro alla mia voce c’è il lavoro di altri colleghi che studiano e che si documentano per fornirti un’informazione accurata e in modo semplice.

L’approfondimento di oggi in particolare è stato curato dall’Avvocato Ferdinando Mansuelli

Grazie per averci ascoltato

Credit: credit for music: https://www.purple-planet.com dreamcatcher