RAPINA

MA QUESTA? È VERAMENTE UNA RAPINA?

  1. Fermi tutti!
  2. Quelle situazioni che proprio non diresti mai…

 

In questo podcast vogliamo mostrarti una realtà diversa da quella che si è ormai delineata un po’ nell’immaginario collettivo. In particolare vogliamo raccontarti che cosa è una rapina secondo la legge italiana.

Potresti domandarti: “ma a me che cacchio me ne frega di sapere questa cosa?”. Effettivamente nella vita di tutti i giorni, a meno che tu non stia preparando un assalto alla filiale sotto casa potrebbe anche non servirti.

Però potresti avere dei figli che sono o saranno un giorno adolescenti. Potresti essere un educatore o un capo scout, avere a che fare con delle ragazze e dei ragazzi. Potresti avere dei fratelli delle sorelle più piccoli o dei cugini.

Ecco in questo caso ti consiglio di ascoltare il podcast

Sei pronto?

  1. Fermi tutti!

Allora se ti dico rapina, cosa ti viene in mente? Allora quasi sicuramente ti immagini il bandito che entra nella banca, si cala il passamontagna sulla faccia, fa una battuta da film e minaccia tutti con una pistola. Poi … dopodiché scavalca le casse, minaccia la cassiera e si riempie un borsone nero con un sacco di contanti e scappa via.

Ecco questa … questa scena tecnicamente per la legge italiana si chiama rapina propria. Si chiama così perché è la ipotesi standard… prima il bandito minaccia e poi ruba i soldi alla banca.

Ora tieni a mente questa cosa perché ci servirà più avanti.

Adesso ti racconto un’altra storia: un ragazzo decide di saltare la scuola perché c’è il compito di matematica o il compito di greco. Salta la scuola e va al supermercato. Va alla Coop, all’Esselunga … insomma … qualunque supermercato.

Prende un paio di lattine di coca cola e prende una redbull. Le prime due decide di pagarle e la terza se la mette in tasca o nello zaino. Poi va verso le casse, paga le lattine di coca, non paga la redbull. L’addetto alla sicurezza che è più sgamato di lui ovviamente vede tutto, lo segue e, arrivato fuori dalle casse, lo ferma e gli dice: “svuota le tasche” o “svuota lo zaino” insomma … a seconda di dove aveva messo questa lattina. Il ragazzo di prima si trova con le spalle al muro … “oddio adesso papà lo viene a sapere … mamma lo viene a sapere … mi mettono in punizione … che figura” eccetera eccetera…

A quel punto non sa veramente a cosa pensare e perde la testa: decide di scappare.

Dà una spinta all’addetto alla sicurezza e prova a scappare. Ovviamente arrivano altri addetti alla sicurezza, lo fermano e chiamano i carabinieri.

Come lo chiami? Lo chiami furto? Lo chiami bravata? Tentato furto?

Ecco! Se ti dicessi che si tratta di una rapina?

Per fare una rapina non serve quindi né il passamontagna né tantomeno un’arma. Quella che ti ho appena descritto in questa storia del ragazzo si chiama, per la legge italiana rapina impropria. Praticamente: prima si ruba e poi si usa violenza o si minaccia per scappare.

La differenza tra la rapina propria, cioè la standard e la rapina impropria è tutta e solamente in questa cosa. Nel primo caso azione violenta o minaccia che precede il furto, nel secondo caso azione violenta o minaccia dopo il furto per scappare.

Ma alla fine dei conti, l’importante di questo podcast, lo scopo non è che tu sappia e ti ricordi questa differenza tra rapina propria e rapina impropria. La cosa importante da sapere è che per la legge italiana il bandito in banca con la pistola e il ragazzino con la redbull nello zaino commettono lo stesso reato rischiando un soggiorno in carcere da 5 a 10 anni.

E questo senza contare le aggravanti.

Allora: aggravanti e attenuanti. Se vuoi saperne di più su aggravanti e attenuanti ti consiglio di ascoltare il podcast sulla guida in stato di ebbrezza dove le spieghiamo per benino.

Qua, quello che ci serve di sapere è che usare un’arma o coprirsi la faccia con un passamontagna rappresentano delle aggravanti e aumentano il rischio del carcere e il tempo che devi passarci dentro

  1. Quelle situazioni che proprio non diresti mai…

Se la storiella di prima ti ha stupito nel suo epilogo drammatico

Ne ho un’altra che ti lascerà davvero basito.

La storia in pratica è questa (storie, peraltro realmente accadute): una coppia ultimamente non va tanto d’accordo, lei non è soddisfatta da come lui sta diventando nel tempo. Sempre meno attento, sempre più focalizzato verso gli amici, verso lo sport, verso le attività fuori casa. A Lei sembra che praticamente anche il suo lavoro, che lui ha sempre odiato, sia un’attrattiva maggiore rispetto che allo stare insieme.

Dalla sua parte lui sente una distanza e si è fatto l’idea che lei gli stia nascondendo un amante segreto. Quindi è molto … molto astioso, molto geloso. Ha questa rabbia che gli sta montando dentro.

Una sera casualmente sono sul divano insieme e stanno guardando la televisione. A lei suona il cellulare. Il che è particolarmente inconsueto in effetti visto l’orario. Lui lancia uno sguardo allo schermo di lei e nota un nome ma non riesce a leggerlo per bene. In ogni caso è sicuro al 100 per 100 di non aver letto né Mamy né Papi e quindi non si tratta di una telefonata dei suoceri.

Lei si alza e risponde mentre si allontana, andando nella stanza da letto.

Dentro di lui inizia a montare una rabbia. La rabbia di chi ormai è certo che c’è qualcosa sotto che lei non gli sta dicendo.

Quando lei torna lui le chiede chi era e lei risponde: “ma … nessuno … una cosa di lavoro”. A quel punto lui esplode, si mette a urlare e nel tentativo di strapparle il cellulare di mano le dà una spinta per vedere chi era quel nome che aveva visto di sfuggita sul display e che chiamava sua moglie di sera. Tra l’altro per parlare di qualcosa di abbastanza confidenziale tanto da non poterlo … da non poterne parlare sul divano con lui presente.

Indipendentemente da come finisce questa storia, se con una riappacificazione o con una denuncia. Sappi che quello strappargli di mano il telefono con una spinta è proprio proprio una rapina, in questo caso, propria.

Ecco anche il podcast di oggi è finito.

Se hai dei dubbi se ti trovi in una delle situazioni descritte nel podcast o conosci qualcuno che ci si trova contattaci o facci contattare attraverso il sito www.lexeducation.it o attraverso le nostre pagine Instagram e Facebook.

Ti accompagneremo verso la soluzione migliore per te e per le persone a cui tieni.

È arrivato il momento di salutarci per adesso. Ti ricordo che gli autori degli articoli che potrai ascoltare e leggere sul nostro sito (https://www.lexeducation.it/) non ricevono un compenso, ma lo fanno … lo facciamo perché crediamo che tutti abbiano diritto di accesso alle informazioni rilevanti.

Ti chiediamo di aiutarci a diffondere la conoscenza e la curiosità condividendo questo podcast sui tuoi social perché anche il tuo contributo è molto importante.

Questo podcast è stato registrato con la mia voce e io mi chiamo Emanuele Mansuelli e di professione sono avvocato. Dietro alla mia voce però come già detto c’è il lavoro di altri colleghi che studiano e che si documentano per fornirti un’informazione accurata e in modo semplice.

L’approfondimento di oggi in particolare è stato curato dall’Avvocato Alberto Bernardi

Grazie per averci ascoltato.

Credit: credit for music: https://www.purple-planet.com dreamcatcher