CODICE ROSSO

LE NOVITÀ A TUTELA DELLE VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA E DI GENERE

PARTE I

  1. Quattro nuovi reati
  2. Braccialetti e corsie preferenziali
  3. Sei tu la vittima? Per te l’avvocato è gratis!
  4. Aumentare le pene, serve?

 

In questo podcast ti parlo di una legge che è applicabile dal 9 agosto 2019 e che quando è uscita è stata iper-pubblicizzata però effettivamente è stata poco spiegata ai non addetti ai lavori.

Noi di lexeducation vogliamo calare questa legge nella realtà di tutti i giorni così che tu sia consapevole degli strumenti che esistono oggi.

  1. Quattro nuovi reati

NUMERO 1:

Adesso immagina di essere nello spogliatoio dopo la partita di calcetto. Salta su uno dei tuoi compagni e annuncia che gli è arrivato un video dalla chat dei colleghi di lavoro. Il video è di questa tipa che sta facendo sesso con un ragazzo. La storia è la stessa: il ragazzo ha insistito tanto per fare il video, la ragazza ci ha creduto che quel video sarebbe rimasto privato e invece poi si sono lasciati e lui ha pensato che non fosse poi così sbagliato mostrare le sue gesta ai suoi amici.

Poi qualcuno di questi amici ha pensato di condividere questo video con altri per screditare la ex dell’amico.

E poi tutta una catena di amici, conoscenti e completi sconosciuti che si mandano un video.

Ecco dal 9 agosto 2019 questo è un reato. E non è nemmeno un reato con cui scherzare perché si rischiano da 1 a 6 anni di prigione oltre a una multa da 5 mila a 15 mila euro

Questo primo nuovo reato si chiama revenge porn e punisce quelli che diffondono video o immagini a contenuto sessualmente esplicito. Ma non qualunque video o qualunque immagine a contenuto sessualmente esplicito, ma in due condizioni:

    • Lo inviano a terzi (cioè qualcuno di diverso da se stessi e dalla persona ripresa)
    • E soprattutto lo inviano senza il consenso della persona ritratta o ripresa.

ATTENZIONE: perché viene punito anche chi riceve il video e lo condivide con terzi allo scopo di screditare la vittima.

E questa è solo la base di partenza, perché poi ci sono le circostanze aggravanti.

Allora, come ho già detto in altri podcast, se vuoi sapere cosa sono le circostanze aggravanti, cosa sono le circostanze attenuanti e che ruolo hanno nei processi penali, ti consiglio di ascoltare il podcast sulla guida in stato di ebbrezza che trovi sul nostro sito all’indirizzo www.lexeducation.it/guida-in-stato-di-ebbrezza

 

Torniamo a noi: allora ci sono una serie di situazioni che vengono giudicate peggiori e più gravi di altre e quindi sono punite in modo più severo.

 

Riprendendo la storia di prima, ti faccio una domanda: secondo te è più grave il comportamento dell’ex fidanzato che per primo gira il video agli amici o quello dell’amico che lo invia per la seconda volta?

  • Ecco, la risposta giusta è: il primo comportamento è quello più grave perché è posto in essere ai danni del partner. È indifferente se erano sposati, se avevano una relazione o si erano incontrati quella sera per la prima volta. Il punto è che è stato fatto ai danni del proprio partner e quindi una persona legata da un vincolo di fiducia, che si era esposta, aveva esposto la propria privacy, la propria riservatezza in virtù di questo rapporto di fiducia che poi viene violato. E quindi è molto più grave.

Poi è più grave quando la vittima è una persona vulnerabile. Ecco, pensa ad una persona con una disabilità fisica o una disabilità mentale, oppure una donna incinta, oppure una persona malata di depressione. È chiaro che la sua capacità di difendersi è minore e il danno che può subire è maggiore

Altra aggravante è diffondere il video attraverso internet. E questo è abbastanza evidente: lo rendi disponibile ad una platea di miliardi di persone e quindi rendi di fatto impossibile fermare la condivisione.

Salvo alcune eccezioni perché il procedimento penale inizi è necessario che la vittima sporga querela chiedendo che il colpevole o i colpevoli vengano puniti. E ha tempo per farlo: 6 mesi.

Per il reato NUMERO 2 ti racconto un’altra storia. Quando si parla di diritto penale c’è sempre una storia dietro perché si parla di persone, si parla di vita, si parla di denaro, di gelosia, di sentimenti umani.

Sicuramente la storia che sto per raccontarti l’hai già sentita, almeno in televisione o online. Un uomo e una donna si lasciano. Lei non ne può più della sua gelosia patologica.

Lui non se ne fa una ragione di questa rottura e inizia a mandarle decine di messaggi. Prova a chiamarla in continuazione, prima con il suo numero, poi con numero privato poi con i cellulari degli amici o dei colleghi o dei parenti. Magari queste persone sono anche inconsapevoli di quello che sta succedendo.

Insieme alle telefonate le manda fiumi di messaggi e anche di mail. Poi la segue, cerca di parlarle quando esce di casa, cerca di parlarle quando quando esce da lavoro. Cerca in tutti i modi di avere un contatto con lei perché proprio non si capacita di come la loro relazione sia finita.

Una delle situazioni che hanno portato alla legge sul codice rosso è proprio questa.

Quando si genera una escalation. Lei potrebbe anche averlo denunciato per stalking ma lui è ancora libero di muoversi come gli pare.

Succede che nella sua mente inizia a formarsi il pensiero del “se non io allora nessun altro” “se non mi vuoi allora nessuno ti vorrà più” “se non mi vuoi io ti cancello, cancello il tuo volto, cancello la tua identità”

E allora quest’uomo diventa freddo, diventa calcolatore, si procura dell’acido. Poi si apposta, aspetta la sua vittima e colpisce quella persona sfregiandole irrimediabilmente il volto, il collo, le orecchie e qualunque parte del corpo colpita da quel liquido micidiale.

 

Dal 9 agosto 2019 c’è un reato apposta nel nostro codice penale che punisce chiunque causi ad altri lo sfregio o la deformazione permanente del viso. La pena è da 8 a 14 anni di carcere.

Attenzione, però: non è che prima non era un reato fare una cosa simile. Si chiamava lesione personale gravissima e aveva una pena leggermente minore da 6 a 12 anni.

C’è chi sostiene che sarebbe stato meglio aumentare le pene invece che creare un reato apposta.

A volte, infatti, è rischioso fare leggi nuove e specifiche per situazioni particolari perché si rischia di non inserire una caratteristica di quella situazione rendendola sostanzialmente non reato.

Mentre invece quando la legge è generale comprende tutte le situazioni e non c’è il rischio che qualche atto criminale rimanga impunito per un errore di quelli che scrivono le leggi.

Ti faccio un esempio: la forma più grave di aggressione è l’omicidio e quindi potresti pensare che la legge sia molto precisa, che sia molto descrittiva

Sai di quante parole è composta la descrizione del reato di omicidio? 7. Chiunque cagiona la morte di un uomo.

Se avessero scritto: Chiunque cagiona la morte di un uomo con una pistola, con un proiettile calibro 9, con un coltello, con una spinta giù dal burrone, con il veleno, con un trattore avrebbero dovuto fare un elenco quasi infinito con il rischio alla fine di lasciare fuori, che ne so, l’uccisione con strangolamento con il filo d’argento che avrebbe reso, per assurdo, non reato uccidere le persone strangolandole con un filo di argento.

Lo dico veramente, la legge penale funziona in questo modo.

Comunque, oggi c’è un reato apposta per lo sfregio del viso. E così è.

E c’è una pena adeguata a una condotta veramente grave. Da 8 a 14 anni di prigione.

 Il nuovo reato numero 3 è sempre legato a situazioni come quella di prima ma te lo racconto nella seconda parte del podcast.

 Nella seconda parte scoprirai anche cos’è la corsia preferenziale per chi denuncia e scoprirai che le vittime possono farsi difendere da un avvocato senza pagare la parcella perché viene pagata dallo Stato

Ascolta la seconda parte del podcast

E grazie per averci ascoltato.

 

Credit: credit for music: https://www.purple-planet.com dreamcatcher

CODICE ROSSO

LE NOVITÀ A TUTELA DELLE VITTIME DI VIOLENZA DOMESTICA E DI GENERE

PARTE II

  1. Quattro nuovi reati
  2. Braccialetti e corsie preferenziali
  3. Sei tu la vittima? Per te l’avvocato è gratis!
  4. Aumentare le pene, serve?

 

Nella prima parte del podcast ti ho parlato dei primi due nuovi reati. Ce ne sono altri due che ti racconto in questo podcast. Dopodiché ti racconterò che cos’è la corsia preferenziale per chi denuncia e ti spiego come, se sei la vittima, per te l’avvocato è gratis e la sua parcella viene pagata dallo Stato

Partiamo?

1 – Quattro nuovi reati

Siamo ancora nel primo capitolo e dobbiamo parlare del terzo nuovo reato.

Il nuovo reato numero 3 è sempre legato a situazioni come quella di prima. Ti ricordi? La storia della coppia che si lascia e di lui che non se ne vuole fare una ragione?

Ecco poniamo che questo ex fidanzato non sia arrivato a quella situazione estrema con il lancio dell’acido.

 

Diciamo che lei lo ha denunciato per stalking (il nome tecnico è atti persecutori) e a lui hanno ordinato di non avvicinarsi a meno di 300 metri da lei.

Questa si chiama misura cautelare, faremo un podcast sulle misure cautelari. In pratica sono degli strumenti che il pubblico ministero ha per proteggere dei rischi.

Chi è il pubblico ministero? Il Pubblico Ministero rappresenta l’accusa nei processi penali.

Ora, mettiamo che l’ex fidanzato non rispetti questo limite e si avvicini lo stesso alla vittima. Che cosa succede?

 

Prima del codice rosso la vittima poteva chiamare subito le forze dell’ordine, il 112 o il 113 e a lui molto probabilmente sarebbe stata applicata una misura cautelare più pesante come gli arresti domiciliari o il carcere (considera che ancora potrebbe non essere stato fatto il processo e quindi ancora per lui non c’è una condanna).

 

Dal 9 agosto 2019, oltre a queste conseguenze, se ne aggiunge un’altra: si aggiunge un reato specifico e nuovo che punisce proprio quelli che violano il divieto di avvicinarsi alla vittima o che tornano nella casa di famiglia dopo essere stati allontanati.

La pena è da 6 mesi a 3 anni di carcere.

La raccomandazione è sempre chiamare le forze dell’ordine perché questo nuovo reato fa iniziare un nuovo processo penale ma quello che protegge subito la vittima è l’applicazione di una misura cautelare più pesante come gli arresti domiciliari o il carcere.

Il reato numero 4 non te lo aspetteresti mai. Oggi sembra davvero qualcosa di anacronistico ma adesso ti racconto una storia:

Una ragazza di origine indiana nata in Italia da genitori indiani cresce a Bologna, va a scuola, frequenta la moschea e si fa il proprio giro di amici. Diventa grande. Durante il liceo conosce un ragazzo bolognese, figlio di genitori italiani.

Nasce una relazione tra i due ma lei non lo vuole dire ai propri genitori. All’inizio sembra … è nomale, no? Nessuno vuole dirlo ai propri genitori. Ma dopo del tempo inizia a farsi strano.

Quando la storia diventa ormai ufficiale per tutti e lo sanno anche i sassi e dura già da un paio d‘anni, quindi è una relazione seria, non è una storiella, lui non riesce a capire il perché di tutto questo segreto. E un pochino, anche se non lo ammette, in fondo al cuore teme che lei non sia davvero legata a lui, cioè che non sia sicura di loro due come coppia.

Lei glielo ha spiegato più volte che suo padre vuole per sua figlia un marito indiano ma lui ha sempre preso questa storia come qualcosa a cui non dare peso cioè … ”figurati se uno nel 2020 può stabilire chi sposa chi” “sarà una di quelle fisse come il tenere la camera in ordine o non farsi i tatuaggi”. Ecco una cosa del genere.

Però poi succede che loro crescono, finiscono il liceo e iniziano quelle belle vacanze post maturità dove non hai i compiti da fare e inizi a pensare all’università, al fatto di dover diventare grande, fai un sacco di progetti.

In questa estate lei fa un viaggio in India e starà via per 4 mesi. Era da qualche annetto che la famiglia non tornava dai parenti in India e approfittando delle vacanze lunghe, senza il problema della scuola a settembre, dopo aver risparmiato un po’ di soldi perché è un viaggio piuttosto costoso, la famiglia di lei organizza questo ritorno in India.

Lui è abbastanza tranquillo anche se effettivamente 4 mesi saranno lunghi. Non sono mai stati distanti per così tanto tempo.

Quando lei torna a ottobre finalmente possono rivedersi e lui insiste per incontrarsi subito, ma lei inizia a temporeggiare “No! Stasera sono molto stanca, siamo appena arrivati in aeroporto”

E anche nei giorni successivi tutto diventa molto strano. Lui non vede l’ora di vederla, ma alla fine c’è sempre un problema “Ora mio padre non vuole che esca” “Devo accompagnare mia madre a fare la spesa”

Per un motivo o per l’altro non si vedono mai. A un certo punto lui si stanca, ecco. Aspetta sotto casa e finalmente lei scende per comprare qualcosa e quando lo vede scoppia a piangere, gli chiede scusa per quella lontananza, per quel fatto di non farsi sentire, ma gli dice che la loro relazione non può proseguire.

La verità è che a inizio settembre, a casa dalla zia in India, lei è stata costretta a sposarsi con l’uomo che suo padre le aveva scelto come marito. E adesso sono in corso le pratiche per fargli avere il visto di soggiorno … per fargli avere il visto di ingresso, farlo venire in Italia e poi fargli prendere il permesso di soggiorno.

 

Ecco, pensi che questa sia una storia incredibile? Non suona invece come qualcosa di plausibile? Esistono queste storie e dal 9 agosto 2019 costringere o indurre qualcuno a sposarsi è un reato punito da 1 a 5 anni di carcere.

 

E giustamente tu ti potresti domandare: “e se il matrimonio è avvenuto in India tu che fai?” … cioè lì in India non è un reato, no?

Ecco la legge italiana di oggi permette di fare il processo in Italia anche se il fatto è stato commesso all’estero ai danni o ad opera di un italiano o di uno straniero residente in Italia. 

  1. Braccialetti e corsie preferenziali

Sembra un linguaggio che ha poco a che fare col mondo degli avvocati e del diritto penale … sembra di parlare di discoteche o feste sulla spiaggia.

E invece parliamo di alcune modifiche che il codice rosso ha introdotto per aumentare la tutela delle vittime.

Questa “corsia preferenziale” impone oggi al pubblico ministero (che è sempre quello che rappresenta l’accusa nei processi penali) gli impone di ascoltare la vittima dei reati domestici e di violenza di genere entro 3 giorni e personalmente per valutare la sua storia e predisporre le azioni necessarie per la sua tutela.

Allora chi ha avuto a che fare con le denunce e i processi, che magari ha subito maltrattamenti o ha subito stalking sa bene quanto sia frustrante fare denuncia e vedere che per un po’ non succede nulla. Ma non succede veramente nulla. Questo può scoraggiare le vittime dal denunciare.

Ecco dal 9 agosto 2019 se tu fai denuncia questa viene trasmessa immediatamente al pubblico ministero che deve darti un appuntamento entro 3 giorni.

Altra novità interessante: l’ampliamento dell’uso del braccialetto elettronico.

Di cosa si tratta? è un dispositivo di geo-localizzazione attivo h 24. È un bracciale o una cavigliera, che viene applicato all’indagato/imputato e che non può essere tolto senza intervento dell’autorità. Quindi se viene manomesso o rotto fa scattare un allarme.

Adesso si potrà utilizzare il braccialetto elettronico anche per monitorare in tempo reale anche i soggetti sottoposti alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima e dell’allontanamento dalla casa familiare. Mentre invece fino a d adesso il braccialetto elettronico si applicava solo a chi si trovava agli arresti domiciliari.

 

Poi ci sono anche delle novità non strettamente penali.

Molto spesso capita che nei casi di maltrattamenti in famiglia ci sia di mezzo anche una separazione in atto dopo la denuncia oppure può succedere che la rottura di un matrimonio porti uno dei due a diventare uno stalker.

Finora la causa civile per la separazione, per l’assegno di mantenimento, per l’affidamento dei figli proseguiva senza conoscere assolutamente nulla di quello che succedeva nel processo penale. Cioè proprio due binari separati a compartimenti stagni.

Adesso invece il giudice della causa civile legge alcune carte del procedimento penale e quindi viene a conoscenza ad esempio del fatto che uno dei due è uno stalker e ovviamente questo sarà giudicato in modo molto negativo, ad esempio decidendo sull’affidamento dei figli

  1. Sei tu la vittima? Per te l’avvocato è gratis!

Lo sapevi che se sei vittima di stalking, di maltrattamenti in famiglia, se sei una vittima di violenza sessuale hai sempre diritto al gratuito patrocinio? Infatti per i reati di violenza domestica e per i reati di genere la legge prevede che sia lo Stato a pagarti l’avvocato, a pagare le spese di cancelleria, a pagare i consulenti sempre e in ogni caso, a prescindere dal tuo reddito.

Quindi sia che tu abbia risorse economiche importanti o che tu sia in un momento di difficoltà hai diritto alla migliore difesa a spese dello Stato.

Considera che normalmente il patrocinio a spese dello Stato è previsto solamente per quelli che hanno un reddito fino a 11 mila e rotti euro, all’anno, lordo. Quindi invece in questo caso tu puoi avere, puoi guadagnare 100 mila euro l’anno come 1000 comunque avrai diritto all’avvocato pagato dallo Stato. E avrai diritto a scegliere l’avvocato che vuoi tu. L’importante è che questo sia iscritto nelle apposite liste.

Hai sentito bene, l’avvocato è gratis e non nel senso che prima lo paghi e poi lo Stato ti rimborserà nel duemilamai o ti farà uno sconto sulle tasse, tu proprio non devi sborsare un centesimo. 

  1. Aumentare le pene, serve?

 Un altro cavallo di battaglia di questa legge è stato proprio l’aumento delle pene per una serie di reati in ambito domestico o caratterizzati dalla violenza di genere.

Più o meno la legge ha aumentato di uno o due anni di carcere tutti questi reati.

Nell’articolo sotto al podcast ti ho inserito una tabella con gli aumenti così li puoi leggere direttamente da lì. Ed è abbastanza chiara

Reato

Pena fino a 9 agosto 2019

Pena dal 9 agosto 2019

Maltrattamenti in famiglia

Da 2 a 6 anni

Da 3 a 7 anni

Stalking

Da 6 mesi a 5 anni

Da 1 anno a 6 mesi a 6 anni

Violenza sessuale

Da 5 a 10 anni

Da 6 a 12 anni

Violenza sessuale di gruppo

Da 6 a 12 anni

Da 8 a 14 anni

 

Hai visto?

Adesso ti faccio una domanda: secondo te aumentare le pene, aumentare il rischio del carcere è efficace? Cioè, serve a ridurre o eliminare questi reati? Serve da deterrente?

Di pancia potresti essere portato a rispondere di sì la risposta non è in effetti semplice. Però vorrei proporti un paio di riflessioni che vanno un po’ controcorrente e magari possono essere uno spunto su pensare un po’.

Molti studi hanno messo in discussione l’equazione pena più alta = meno reati commessi. Se ti va di approfondire ti lascio nell’articolo sotto al podcast il link a un articolo scritto da due docenti universitari.

Secondo questo articolo ha maggior forza deterrente una più alta probabilità di essere scoperti e certamente puniti piuttosto che la gravità della pena in sé. Quindi secondo questo studio, stando a questo sondaggio, le persone percepiscono come più sicuro la scoperta del criminale e la certezza della sua punizione piuttosto che la previsione di una pena esorbitante che poi non si concretizza in una condanna ma ci sono questi processi lunghissimi o i criminali mai scoperti.

Sempre sul tema della pena grave bisogna considerare anche un altro aspetto sostenuto da alcuni studiosi del diritto penale che si chiama spinta al ribasso. In pratica se ci pensi la propaganda politica spinge verso un aumento delle pene spacciandolo come una garanzia di sicurezza per il cittadino. Ma la verità è che la sanzione non sempre ha come destinatario il criminale.

Parlando di reati, di quelli che creano l’allarme sociale, cioè i reati contro la persona: le lesioni le aggressioni, i reati contro il patrimonio: come i furti, le rapine, contro la libertà, quindi come quelli di cui stiamo parlando anche in questo podcast, il nostro criminale destinatario della sanzione più severa potrebbe ragionare in modo contrario a come ragioneresti tu.

Ti faccio un esempio banale: un ricco imprenditore viene rapito per chiedere un riscatto. Con il passare dei giorni la richiesta economica scende in modo vertiginoso ma è comunque molto elevata.

Il rapitore, grazie a una soffiata dell’ultimo minuto, scopre che la polizia lo ha scovato, cioè ha trovato il nascondiglio e quindi lo stanno andando a prendere. E così si lancia in una fuga rocambolesca, rapida e poco organizzata.

Proseguirà poi le trattative dall’appartamento di un suo conoscente con un passato criminale, il quale con un po’ di resistenza iniziale poi alla fine accetta di ospitare lui e l’ostaggio.

Se il rapitore capisce che i soldi non li riceverà mai e sa che l’ostaggio non è agile e reattivo anzi, diciamola tutta, con la faccia dell’imprenditore su tutti i giornali, muoversi diventa veramente rischioso.

Ecco con queste informazioni in questa situazione, poniamo che si parli di aumentare drasticamente la pena per il sequestro di persona a scopo di estorsione tanto da rendere sostanzialmente identica la situazione con l’ostaggio vivo e la situazione con l’ostaggio morto, ad esempio stabilendo che nel sequestro di persona a scopo di estorsione la pena è l’ergastolo. Quindi una pena il cosiddetto fine pena mai, il massimo della pena possibile.

A questo punto perché il rapitore dovrebbe scegliere la vita dell’ostaggio piuttosto che ucciderlo per garantirsi una facile fuga?

Cioè pensa sempre di calzare i panni del criminale di una persona abituata a vivere in un mondo dove sei il soverchiatore tu o verrai a tua volta soverchiato. Dove vince il più forte, dove vince il più aggressivo, dove vince il più spietato.

L’ostaggio da vivo rappresenta un peso ed è un rallentamento alla fuga. Al criminale non gliene frega niente del significato della vita.

Quindi bisogna stare attenti secondo me quando si aumentano le pene. Perché si pensa sempre di essere se stessi i destinatari. No? Certo io non organizzerei mai un rapimento. Ma io non lo farei né se rischio 100 anni né se rischio 50 anni né se rischio 3 anni né se rischio un giorno. Non lo farei. Punto. Ma la pena deve essere rivolta alla specifica persona.

Esistono ad esempio altre modifiche legislative cioè altre modifiche alla legge che, invece, potrebbero raggiungere obiettivi molto preziosi. Sono modifiche che non fanno notizia perché sono più per gli addetti ai lavori.

Ad esempio torniamo al nostro codice rosso. La legge ha previsto che in caso di condanna per il reato di maltrattamenti in famiglia, per il reato di stalking, o per la violenza sessuale e per le lesioni aggravate, se il condannato vuole ottenere la sospensione condizionale della pena … cioè praticamente … la sospensione della pena è un congelamento della pena, cioè non … non viene scontato il carcere se ci si comporta bene per un certo periodo. La pena non deve essere più alta di due anni di reclusione. Ecco la legge sul codice rosso stabilisce che se vuoi ottenere la sospensione condizionale in questi reati il condannato deve sottoporsi a un programma di recupero e assistenza psicologica.

Ora questa modifica non è clamorosa e potresti anche pensare: “cioè questo è un delinquente e lo Stato deve pure pagargli lo psicologo?”

Però pensaci, se il massimo della pena per lo stalking sono 6 anni di prigione, che cosa è meglio? Investire sui rimedi o sull’analisi delle cause per poi rimuoverle?

Ecco ti lascio con questa … con questa domanda

 

Bene, le novità principali le più rilevanti te le ho raccontate e spero di essere stato il più chiaro possibile.

Anche il podcast di oggi è finito.

 

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Questo podcast è stato registrato con la mia voce e io mi chiamo Emanuele Mansuelli e di professione sono avvocato. Dietro alla mia voce però come già detto c’è il lavoro di altri colleghi che studiano e che si documentano per fornirti un’informazione accurata e in modo semplice.

L’approfondimento di oggi in particolare è stato curato dall’Avvocato Alberto Bernardi

Grazie per averci ascoltato.

 

Credit: credit for music: https://www.purple-planet.com dreamcatcher